I Monti Sibillini dopo quattro anni sono tornati ad essere lo scenario di apertura del Campionato Italiano Velocità Montagna.

A cura di Davide Malabelli

La località di Sarnano ha accolto la carovana della serie tricolore con la trentesima edizione del Trofeo Lodovico Scarfiotti, rinviata di tre settimane a causa delle complicazioni legate all’emergenza sanitaria. Purtroppo gli spettatori non hanno avuto il privilegio di poter assistere allo spettacolo dei loro beniamini, ma il calo dei contagi fa ben sperare per le prossime gare per una riapertura almeno parziale. In ogni caso, sono stati 154 piloti (più i 58 in gara per il tricolore riservato alle auto storiche) a cimentarsi sullo spettacolare percorso che da Sarnano porta fino agli impianti sciistici del Sassotetto e che quest’anno è stato allungato a 9.927 metri, con la partenza riportata nella stessa zona dello storico start degli anni 80 e l’arrivo posticipato di qualche centinaio di metri.
Dopo la disavventura spagnola per i due sospetti casi di Covid (poi smentiti), Simone Faggioli si è preso la sua rivincita. Conscio della migliore performance delle sue Pirelli quando ci sono da superare i 5 km di gara, il campione in carica della Best Lap si è scatenato con la sua Norma M20FC infliggendo ben quattro secondi a Christian Merli, le cui Avon montate sulla sua Osella FA30 Evo sono andate in crisi nell’ultimo settore. Va detto che il trentino in forza alla Vimotorsport nella prima prova è stato fermato da una bandiera rossa per il ritiro di Domenico Cubeda, e ha dovuto attendere diversi minuti prima di poter ripartire; inoltre in gara ha dovuto effettuare una seconda partenza (così come lo stesso Faggioli) a causa del testacoda della Wolf Thunder di Stefano Crespi. Cubeda però ha compiuto un miracolo: senza prove, tormentate da problemi elettrici alla sua FA30, è riuscito ad issarsi al terzo posto al termine di una bella lotta con Diego De Gasperi, che nell’ultima parte ha tentato invano il sorpasso con la vettura gemella del Faggioli Team. Se i duellanti per la vittoria assoluta sono stati costretti a partire due volte, Cubeda e De Gasperi lo hanno dovuto fare…addirittura tre volte, dato che la Lola FA30 (con nuovo musetto) dell’alfiere Speed Motor Sergio Farris si è spenta al quinto tornante; non è stato facile per entrambi gestire le gomme e mantenere la concentrazione. Il trentino, in gara con i colori della Best Lap, è riuscito però a tenere a bada per un secondo un arrembante Achille Lombardi che ha fatto il bello e il cattivo tempo tra i prototipi da 2000 cc. Alla sua seconda gara con la Osella PA2000 Honda del Team Puglia, il potentino della Vimotorsport campione uscente tra i protobike è riuscito a precedere di oltre tre secondi l’abruzzese Stefano Di Fulvio - in debito di confidenza con la Osella PA30 Zytek - e di cinque il rientrante Omar Magliona. Il sardo volante affiliato alla CST Sport, rimasto al palo nelle prove del TIVM del Costo e di Iblei per problemi al cambio della sua Osella PA21S Evo (da quest’anno gommata Pirelli e non più Avon), è riuscito finalmente a vedere la bandiera a scacchi e spera di ricucire il gap nei prossimi round.
Una toccata in prova 2 ha rischiato di compromettere il weekend di Luigi Fazzino: sostituito il cofano anteriore della sua Osella PA2000 Turbo, il giovane siciliano è riuscito a conquistare una buona ottava posizione a quasi tre secondi da Magliona, su un tracciato non certo favorevole al propulsore sovralimentato (e fra l’altro flangiato dato che anche nelle salite italiane è stata adottata la normativa europea) in virtù delle numerose ripartenze; ma c’è la consapevolezza che il feeling che può migliorare strada facendo. Il corregionale Franco Caruso si è fermato a mezzo secondo, facendo suo il nono posto non con la Nova NP01-2 ma bensì con la “vecchia” Norma M20FC messagli a disposizione dal Faggioli Team; il portacolori della Scuderia Vesuvio ha preceduto di tre secondi e sei il partenopeo compagno di squadra Piero Nappi, in gara con la confermata Osella PA30. Purtroppo anche Giuseppe Vacca ha dovuto alzare bandiera bianca, tradito da un testacoda con la sua Osella PA21S Evo color carbonio; il giovane sardo portacolori della Vesuvio aveva concluso le ricognizioni del sabato all’ottavo posto.
Le PA21 JrB della casa di Verolengo hanno centrato la doppietta tra i Protobike, con la 1000 Suzuki di Samuele Cassibba (Catania Corse) che, sebbene abbia peggiorato il tempo delle prove, ha regolato di due secondi la 1600 sempre Suzuki di Giancarlo Maroni in forza alla ABS Sport. Due figli d’arte al vertice insomma, ma per il campionato di categoria è atteso già a partire dal prossimo appuntamento di Verzegnis il ritorno di Federico Liber che ha fatto suo lo scudetto già nel 2018 e nel 2019. Sul gradino più basso del podio in questa speciale classifica è salito l’ascolano della GRT Motorsport Andrea Vellei, leader con la Gloria C8P tra le E2SS 1000 davanti di sette secondi alla versione a ruote scoperte della C8 di Filippo Golin. Il trentino portacolori Vimotorsport ha intrapreso questa nuova avventura, dopo aver condotto due anni fa in alcune gare la PA21 JrB allestita da Merli. Terzo a un secondo dal trentino in questa classe e quinto nei motori moto è giunto il padrone di casa in forza alla GRT Motorsport Francesco Carini, che ha avuto la soddisfazione di essere il migliore tra le tante Wolf GB08 Thunder a motore Aprilia; in questa categoria ha fatto il suo debutto, sempre con una Wolf, anche Giovanni Loffredo reduce dall’avventura Mini Cooper diesel, e il poliziotto di Salerno della Scuderia Vesuvio non ha sfigurato concludendo ai piedi del podio tra le monoposto da un litro e settimo nell’assoluta dei Protobike.
Ad Erice aveva già saggiato la PA21 Evo in configurazione CN, ma un incidente subito in prova aveva posto fine al weekend. Francesco Leogrande però deve essere comunque rimasto impressionato in positivo dal prototipo con motore gruppo N di casa Osella, dato che si è presentato a Sarnano con la biposto preparata dal team Catapano. Il buongiorno si vede dal mattino per il fasanese, che ha vinto nettamente la gara in questo gruppo con nove secondi di margine sulla vettura gemella di Giancarlo Graziosi; l’aostano ha ammesso di essersi preso qualche rischio di troppo sul fondo sarnanese che non perdonava il minimo errore, ma ha comunque difeso egregiamente la piazza d’onore nei confronti di Andrea Catalani, anch’egli con una PA21 e staccato di diciotto secondi.
Nemmeno l’anno sabbatico nel 2020 ha condizionato la performance di Alessandro Gabrielli. L’ascolano campione italiano 2019 passato alle file della Tramonti Corse ha subito smaltito la ruggine e ha fatto la voce grossa nel gruppo E2-SH con l’evoluta Alfa 4C sovralimentata by Picchio infliggendo addirittura dieci secondi al rivale Marco Gramenzi, in gara con l’altra 4C mossa da un propulsore aspirato che da quest’anno è un Judd da 4000 centimetri cubi in luogo del 3 litri finora usato. Il teramano dell’Adriatica Competition, campione uscente, è stato sicuramente penalizzato dal fatto di aver dovuto saltare la seconda prova per un problema alla sospensione poi risolto nella notte, ma è comunque un divario importante. In ogni caso la sensazione è che anche in questa annata il duello tra questi due piloti d’esperienza sarà il leitmotiv del tricolore di gruppo. Un altro ascolano è salito sul podio, Angelo Gandini (GRT Motorsport) alla guida della sempreverde Fiat X1/9 mossa da un propulsore Kawasaki.
Nel gruppo GT, assente Lucio Peruggini…le Supercup ballano. Le vetture trofeo hanno dominato la scena, con Luca Gaetani che ha iniziato alla grande il CIVM di categoria. Il padovano titolare dell’omonima scuderia, reduce da un tricolore 2020 negativo, si è schierato al via con una Ferrari 488 Challenge e nonostante le difficoltà dovute al maggiore peso rispetto alla 458 GT3 condotta finora ha lavorato molto sull’assetto per ottenere subito il giusto rendimento delle coperture Avon. Un lavoro che ha dato i suoi frutti, difatti ha trionfato con sette secondi di vantaggio sulla Lamborghini Huracan di Rosario Parrino. Il bresciano di origini siciliane ha abbandonato le gomme Pirelli in favore delle Michelin, e dopo aver sfiorato la coppa di classe lo scorso anno quest’anno le tenterà tutte per rifarsi. Ma un’altra Lambo poteva impensierire Gaetani ed era quella di Rosario Iaquinta: il calabrese, alfiere Best Lap e reduce dai tre titoli consecutivi di gruppo CN, è tornato su una vettura GT e già in prova 1 aveva già dimostrato di potersela giocare con il padovano (era davanti per soli 35 centesimi!), ma un problema al cablaggio nella successiva ricognizione lo ha costretto a fare le valigie già al sabato. Il terzo posto è stato quindi ad appannaggio di Roberto Ragazzi, vincitore uscente della coppa di classe; il padovano della Superchallenge, un po’ in ombra, ha pagato dodici secondi e mezzo dal suo concittadino con la versione evoluta della 488 che ora può vantare un maggior carico aerodinamico nella parte anteriore. A sette secondi e mezzo dal podio ha concluso la prova inaugurale del tricolore il pugliese della Scuderia Valle d’Itria Francesco Montagna, a bordo della Huracan la cui livrea rende omaggio alle Frecce Tricolori. Quinto il superstite della classe GTS Tommaso Colella con la Ferrari F430 Challenge; il suo unico avversario Vincenzo Cimino su vettura gemella infatti non è riuscito a vedere la bandiera a scacchi.
Il 2020 era stato l’anno dello sviluppo, e l’appuntamento con la vittoria era solo questione di tempo. Carmine Tancredi ha condotto al primo successo di gruppo E1 la sua Ford Escort Cosworth, dotata di nuove appendici aerodinamiche. Il potentino della Tramonti Corse è riuscito a battere di sei secondi proprio il campione in carica Giuseppe Aragona, che dal canto suo con la piccola Mini Cooper S (rivoluzionata soprattutto nel motore) non si è risparmiato realizzando un tempo eccezionale. L’ingegnere di Villapiana ha dato vita ad un bel duello con Antonino Migliuolo, presente in quel di Sarnano per compiere ulteriori test alla sua Mitsubishi Lancer Evo IX in configurazione europea e in questa occasione iscritta nella classe regina delle vetture con elaborazione libera. Si è mostrato soddisfatto il sorrentino di Trento, che nell’ultimo settore ha tentato di strappare la piazza d’onore al calabrese senza riuscirci. Una bella prova l’ha offerta Silvano Stipani, portacolori Gaetani Racing, che non solo ha primeggiato nella 1600 (nonostante sia mancato il duello con Maurizio Contardi, incappato in un incidente nella prima prova) ma ha realizzato anche la quinta prestazione di gruppo con tre secondi di vantaggio sul dottore ascolano Amedeo Pancotti sulla BMW M5 equipaggiata ora di un nuovo cambio sequenziale Hewland. Settimo di gruppo si è piazzato l’alfiere della Apulia Corse Vito Rosato, leader incontrastato della 1400 con la Peugeot 106 Rallye preparata proprio da Aragona, mentre l’idolo locale affiliato nella scuderia di casa Sarnano Corse Manolo Campetti ha limitato i danni con la datata Fiat Uno Turbo di classe 1600 Turbo, registrando anche l’ottavo crono nella graduatoria di categoria. A tre secondi dal sarnanese troviamo un pacchetto di tre piloti, racchiusi in un fazzoletto: il primo di questi è l’abruzzese Luca D’Ascenzo, sul gradino di mezzo nella 1400 con la 106 della casa del leone, che l’ha spuntata per soli sette centesimi sull’inossidabile triestino della Superchallenge Paolo Parlato, secondo nella due litri con la Renault New Clio curata dalla SAMO Competition di Luigi Sambuco, e per 19 sulla 205 1400 di casa Peugeot guidata dal corregionale Marco D’Attilio. Nella 2000 il podio lo ha completato l’Alfa Romeo 33 dell’umbro Gianluigi Carelli (Gruppo Sportivo Todi Corse), mentre la 1600 Turbo è stata orfana di due attesi protagonisti, i portacolori della Apulia Corse Angelo Cardone e Vitantonio Micoli, non partiti dopo i ritiri al sabato.
Non è mai sazio di vittorie Rudy Bicciato. I suoi titoli italiani non si contano, ma il bolzanino è sempre lì a mettersi in gioco. E a Sarnano non poteva non arrivare il successo di Gruppo A: il campione in carica sulla consueta Lancer Evo VI griffata Scuderia Mendola non ha avuto rivali, anche se ha lamentato qualche errore di troppo. Il primo degli “umani” è stato Alfredo Scarafoni, secondo e vincitore della 1600 con la sua Citroen Saxo; l’ascolano della GRT Motorsport l’ha spuntata per un secondo e mezzo nel confronto con Fabio Titi, in gara con la Peugeot 106 della medesima classe. Un altro pilota della vicina Ascoli, Marco Di Ferdinando (anch’egli in forza alla GRT), è giunto ai piedi del podio ma staccato di 17 secondi dall’ultimo gradino con la 306 della casa del leone con cui ha compiuto l’assolo in classe 2000. Lontano anche il cosentino Giuseppe Borrelli, quinto e terzo della 1600 con la Peugeot 106 ex Tinella allestita ora da Sambuco.
Nella Produzione Evo, le gruppo A fuori omologazione o comunque non dotate del serbatoio di sicurezza, buona la prima per Gabriele Bissicchini. Partito in sordina nelle prove, l’orvietano con la sua Renault Clio è riuscito a battere di 26 secondi il vincitore uscente della coppa di gruppo Pietro Chiarelli, in gara con la Honda Civic di classe 1600. L’abruzzese ha regolato di un secondo e mezzo il maceratese della GRT Enrico Francia, che dopo la pole al sabato sembrava involato al successo con la sua Subaru Impreza 555.
Il Gruppo N dopo le prove sembrava essere un discorso a due tra Giovanni Angelini e Vincenzo Ottaviani. Purtroppo però il duello non c’è stato in quanto il fasanese della Egnathia Corse, staccato di un secondo il giorno prima, è stato costretto al ritiro con la sua Honda Civic Type R; perciò il popolese della Speed Motor, rammaricato dalla mancata sfida con il campione italiano RSTB del 2019, non ha avuto difficoltà ad imporsi con la sua Citroen Saxo di classe 1600. Il fossombronese Gabriele Giardini su vettura gemella si è preso la piazza d’onore con 14 secondi di ritardo davanti al veterano eugubino Roberto Spacco (Peugeot 106). Piuttosto staccato, ha tagliato il traguardo al quarto posto l’altoatesino della Destra 4 Elmar Gschnell sulla Renault Clio Sport.
Solo due concorrenti al via nella Produzione di Serie, le vetture produzione non più ammesse nel Gruppo N; sugli scudi un’altra Saxo della casa del Double Chevron, quella di Antonio Bonasorte che ha inflitto 11 secondi alla Peugeot 106 Rallye del popolese della New Generation Racing Alessandro Di Lisio.
La RS Cup ha visto una importante novità. Andrea Palazzo, vicecampione di gruppo E1 lo scorso anno e detentore del trofeo Under 25 che per raggiunti limiti di età non potrà difendere quest’anno, è emigrato in questa categoria riservata alle vetture dei trofei monomarca presentandosi con la solita Peugeot 308 Cup. Il fasanese alfiere AC Racing ha conquistato una schiacciante vittoria infliggendo 15 secondi al pescarese della Vesuvio Francesco Di Tommaso e 27 al salernitano in forza alla Apulia Corse Marcello Pazzanese; entrambi erano al via con una Seat Leon Supercopa. Da segnalare la vittoria di classe Cup (riservata alle auto aspirate) del carabiniere volante Giovanni Grasso, che già nel 2020 aveva conquistato la seconda posizione nel trofeo di gruppo. Il catanese di Empoli ha fatto il vuoto con la confermata Renault Clio Cup; Sergio Giambrone della scuderia Città di Gubbio ha impiegato un minuto in più per percorrere i 9977 metri del tracciato ed è salito sul gradino di mezzo, battendo a sua volta di quasi un minuto Amilcare Dellaquila anch’egli su una Clio della Regie.
Nel 2020 aveva vinto tutte le gare a cui aveva preso parte, e non poteva che andare così anche nell’appuntamento che ha alzato il sipario sul CIVM 2021: Vito Tagliente si è imposto con autorità nella RS Plus, confermando le doti velocistiche della sua Peugeot 308 GTI curata maniacalmente dalla DP Racing. A detta del tarantino campione in carica si poteva fare un tempo migliore, ma è comunque bastato per distanziare di tre secondi l’esperto aquilano del team Colva Serafino Ghizzoni che ha tenuto botta soprattutto nei tratti misti con la sua agile Mini JCW. Una conferma importante è arrivata anche da Gianluca Grossi, il vincitore del trofeo RS Plus Aspirate nello scorso campionato: il milanese infatti con l’aggiornata Renault Clio RS non solo ha conquistato punteggio pieno in questa speciale classifica, ma ha addirittura incamerato i punti del terzo posto di gruppo. Lo ha fatto al culmine di una bella lotta con Antonio Cardone che si è dimostrato un osso duro nonostante qualche guaio ai freni della sua Honda Civic Type R che lo hanno costretto al ritiro in Prova 2, e a Sarnano il pugliese si è dovuto arrendere solamente per un secondo e mezzo subendo nella seconda parte del percorso marchigiano la rimonta di Grossi che a parere del dominatore del trofeo aspirate 2019 era in ogni caso inavvicinabile. A quattro secondi ha concluso la sua ascesa al Sassotetto il cosentino Leonardo Nicoletti con la Mini Cooper S, terzo di classe RS1.6TB Plus, che a sua volta ha preceduto di quasi dieci secondi l’alfiere Apulia Corse Francesco Perillo classificatosi sul gradino più basso del podio della due litri sempre con la Civic Type R della casa di Soichiro Honda. In questo gruppo è tornata Deborah Broccolini, proveniente dalla E1 1600 Turbo; l’umbra, che nel 2020 ha conquistato l’ennesimo trofeo dame, con la sua fida Mini è giunta settima di categoria, quarta di classe 1.6TB ma soprattutto ha alzato la coppa riservata alla migliore donna.
Notevoli performance le hanno offerte i piloti della 1400, che sono stati capaci di battere anche le più potenti 1600. Su tutti Valentino Polegri, che ha realizzato un tempo strabiliante con la piccola Peugeot 106 Rallye che lo ha issato addirittura in quarta piazza tra le aspirate. A 17 secondi dall’orvietano si è scatenata la bagarre tra due ascolani: il giovane Francesco Malabelli affiliato alla GRT Motorsport, al termine di una salita pulita e senza sbavature con la 106 Rallye della casa del Leone ha prevalso per due secondi sulla Volkswagen Lupo di Giovanni Aloisi, nonostante la limitata preparazione della vettura proveniente dal gruppo RS. La 1600 invece si è conclusa in volata a favore del portacolori della scuderia Città di Gubbio Carlo Giambrone sulla Citroen Saxo, che ha beffato per mezzo secondo la Peugeot 106 dell’ascolano della GRT Massimo Di Ferdinando; terzo con un ritardo di otto secondi il toscano Antonio Loi, compagno di scuderia del vincitore e anche questi con una Saxo.
Antonio Scappa forse sentiva la nostalgia della RS Turbo, e così ha deciso di tornare alle amate sovralimentate a benzina di serie. Il reatino campione uscente della RS aspirate e diesel, passato alla Best Lap, è saltato a bordo della Peugeot 308 preparata dal braccio destro Claudio De Ciantis e non ha mancato l’appuntamento con la vittoria, gestendo al meglio soprattutto nella parte iniziale le gomme stradali BF Goodrich per evitare una crisi nel finale. Difatti la grande novità dell’intera categoria RS è rappresentata dalla monogomma di derivazione stradale; una importante rivoluzione, e nonostante le polemiche nel corso dell’inverno ben 38 sono stati i piloti schierati al via, anche se una flessione si è registrata nella 1400 composta solamente da cinque vetture. La sorpresa più grande è venuta dall’esordiente Alessandro Picchi: diciannovenne, il figlio di Andrea in forza alla Speed Motor ha stupito tutti al debutto e su un’altra 308 ha contribuito alla doppietta della DP Racing pagando soltanto sette secondi dall’esperto Scappa. Di questo ragazzo ne sentiremo parlare bene.
A completare il podio con un gap di dieci secondi è stato Giovanni Ammirabile, il pugliese della Fasano Corse che non poteva fare di più con la sua Mini Cooper. Il corregionale Angelo Loconte, anch’egli con una Peugeot 308, ha mancato il podio per sette secondi, mentre dietro a “The Doctor” troviamo il leader della classifica delle aspirate e diesel, Arduino Eusebio e la sua Renault Clio RS. Arrivato in gran forma a Sarnano, il calabrese della Cosenza Corse ha fatto sua la prima vittoria stagionale, battendo di oltre tre secondi il salernitano della New Generation Racing Francesco Paolo Cicalese, autore del miglior tempo nelle prove con la sua Honda Civic. La notizia di giornata però è stata che le vetture a gasolio, che avevano finora ammazzato il campionato, sono state sconfitte: Giuseppe Cardetti con la Mini Cooper dei fratelli Abate ha staccato solamente il terzo tempo, sfiorando per tre decimi il gradino di mezzo, mentre il barese della scuderia Valle d’Itria Marco Magdalone su vettura gemella si è piazzato subito dietro a quattro secondi. Nella classe 2000 benzina il podio è stato completato dal funambolico pilota di casa Massimo Silenzi con una Peugeot 206, mentre nelle diesel l’ascolano in forza alla GRT Motorsport Giovannino Piccinini ha registrato il terzo tempo con una meno competitiva Alfa Romeo 147 JTD.
In una classe 1600 affollata e caratterizzata dalla tripletta Citroen Saxo, Giordano Di Stilio ha dimostrato che quello in casa a Popoli lo scorso anno non era stato un successo isolato. Il pescarese della scuderia Colva infatti subito in prova ha messo in chiaro le cose e ha trionfato con un secondo e mezzo di vantaggio sul popolese delle Forze di Polizia Claudio Pio, con l’idolo locale Claudio Cerchié che per quattro secondi non è riuscito ad essere profeta in patria.
Infine nella 1400 pronostici rispettati con Nicola Merli che ha sbaragliato la concorrenza, coadiuvato dalla sua 106 Rallye; anche in questa classe è arrivato un podio per i colori sarnanesi con Giampiero Vitali secondo sull’Alfa Romeo 33, seppur con un importante distacco di 20 secondi. Il ternano Gabriele Tocci con la 106 in versione XSI ha chiuso la top 3 a un secondo e mezzo da Vitali, approfittando dei problemi alla sua 106 in cui è incappato il giovane salernitano della Tirreno Motorsport Roberto D’Amanda che al termine delle prove si era candidato al podio.
Il CIVM dà appuntamento subito all’imminente weekend in Carnia con la Verzegnis-Sella Chianzutan; la gara friulana sarà concomitante con la Ecce Homo Sternberk, il terzo round del Campionato Europeo.
La classifica assoluta del CIVM
1. Faggioli 20
2. Merli 15
3. Cubeda 12
4. De Gasperi 10
5. Lombardi 8
6. Di Fulvio 6
7. Magliona 4
8. Fazzino 3
9. Caruso 2
10. Nappi 1
--------
Contatti:  cronoscalatechepassione@hotmail.com

 

0 Commenti

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Previous reading
Best of Trofeo Scarfiotti 2021 – Sarnano Sassotetto
Next reading
Onboard Sarnano-Sassotetto 2021 / Francesco Malabelli / Peugeot 106 Rallye RSPlus 1400